
I rifiuti una volta si buttavano via. Rifiuto è tipicamente una cosa inutile, senza valore, spesso molesta perché maleodorante, di cui ci si vuol liberare in fretta. Per capire quale valore abbiano oggi invece i nostri rifiuti basta guardare i cassonetti: ormai hanno quasi tutti la chiave, come se fossero casseforti. Si può mettere la spazzatura ma non toglierla. Chiave semplice per l’umido, addirittura elettronica per il rifiuto non differenziato. Liberarsi di un sacchetto di rifiuti non differenziati, senza l’apposita chiave, è più difficile che smaltire scorie nucleari.
Una volta a casa mia, quand’ero ragazzino circa 40 anni fa, la spazzatura si buttava in una porticina sul pianerottolo, dove una condotta faceva defluire i rifiuti in un vascone comune nelle cantine, dove erano raccolti da quelli che un tempo si chiamavano spazzini. Tutto cambia: guai oggi a chiamare spazzino lo spazzino: prima è diventato “netturbino”, poi “operatore ecologico”. Poi sono arrivati i sacchetti di plastica (prima si svuotava il secchio), quindi i cassonetti. Prima la differenziata la facevano loro, ora la fanno fare a noi, che costa meno (a loro). Oggi il business è gestito spesso da società municipalizzate o private. E va bene, è il progresso.
Non bastassero però tutte queste complicazioni, mi chiedo per quale imperscrutabile ragione l’AMNU, la società municipalizzata che gestisce la spazzatura nel perginese, non mi viene un po’ incontro. Per esempio facendomi trovare TUTTI I CASSONETTI IN UN POSTO SOLO.
Invece no. Nella piccola frazione dove abito, nel pinetano, c’è solo quello dell’umido, con chiave beninteso. Per liberarmi della spazzatura devo prendere la macchina. E andare a caccia dei cassonetti. A Valt ad esempio si sono quelli della carta, del vetro ma NON quello per le bottiglie di plastica e delle lattine. In altri posti ci sono quelli della plastica ma non del vetro, oppure c’è quello della carta ma non quello delle lattine e così via. Talvolta c’è un unico cassonetto per vetro e lattine, in altri casi ce ne sono due distinti. Ma perché? Insomma per smaltire i miei rifiuti devo girovagare in vari posti, facendo chilometri, consumando benzina e inquinando.
Ora la domanda ingenua è: perché AMNU non mette tutti i cassonetti nella stessa piazzola? Perché deve costringere la gente a fastidiosi pellegrinaggi da un cassonetto all’altro? Ho perfino il sospetto che li spostino nottetempo, cosicché ogni “isola” ha una combinazione di cassonetti sempre diversa. Certamente c’è una logica, ed è quasi sicuramente quella economica: immagino avranno calcolato scientificamente, col posizionamento strategico dei cassonetti e il periodo di tempo in cui si riempiono, quanto risparmiano sui viaggi dei camion di raccolta.
Il risultato però è che la gente si infastidisce, gli viene il nervoso e dopo aver girovagato tra una piazzola e l’altra senza trovare il cassonetto giusto, lo scaraventa da qualche parte. Non è il mio caso, ma a volte confesso che la tentazione m’è venuta.
Tag: riciclo, rifiuti, spazzatura
Settembre 2, 2008 alle 11:35 am
Io abito un po’ in città e un po’ nel tuo comprensorio. Sull’ illogicità della dislocazione delle campane mi trovi perfettamente d’accordo e allora io la plastica, il vetro (e finalmente anche il tetrapak) li metto insieme e li butto nelle campane a Trento o faccio una vagonata ogni tanto e vado all’isola ecologica.
Settembre 2, 2008 alle 3:39 pm
@mariatn: si giusto, ma ha senso tutto questo? Hai una qualche spiegazione?
Settembre 3, 2008 alle 12:32 pm
La logica delle dislocazioni non la so, eppure ci dev’essere (spero). Probabilmente è proprio quella del facilitare la raccolta ai mezzi più che il deposito agli utenti. Se penso alle persone anziane poi… già in difficoltà per una corretta divisione, figuriamoci per il deposito! E così tendono a buttare tutto insieme.
Forse una soluzione sarebbe la raccolta porta a porta, come fanno in città in alcuni quartieri ma quanto può essere praticabile in certe valli?
Settembre 3, 2008 alle 12:47 pm
porta a porta no perché credo costi troppo. Ma cribbio basterebbe mettere i bidoni più vicini, uno non ppuò essere costretto a usare l’auto per smaltire i rifiuti!