
Un cervo maschio fugge a rotta di collo al nostro arrivo
Sono andato a vedere i cervi nel Parco Nazionale dello Stelvio. E’ la stagione degli amori, i bramiti impressionanti dei maschi squarciano il silenzio dei boschi. L’idea era di provare a fare qualche foto e qualche videoripresa. Ci siamo alzati alle 5 di mattina e siamo arrivati a Malga Stablaz con le prime luci dell’alba. Poco sopra la malga c’è una vasta conca dove gli avvistamenti sono quasi “garantiti”.
Invece che arrivare di soppiatto, furtivi, siamo sbucati come due bagonghi, vestiti di rosso. All’inizio pareva tutto deserto, poi il mio vigile occhio ha individuato due cerve immobili tra la brughiera che ci fissavano. Appena il tempo di dire “eccoli!” che improvvisamente si sono “materializzati” decine di cervi che si sono messi tutti a scappare a rotta di collo. Neanche il tempo di puntare il teleobiettivo.
Qualcuno aveva detto che nella stagione degi amori i cervi “non capiscono nulla” e non badano alla presenza dell’uomo. Infatti s’è visto: dopo il fuggi fuggi si sono fermati in una zona lontanissima, in ombra, un vero schifo per le riprese video fotografiche. Col mio 320 mm si vedevano a malapena dei puntolini. La videocamera aveva un teleobiettivo molto più potente, un 800 mm, ma a tutto tele era un calvario inquadrare i cervi ad una distanza superiore a 400 metri, sia pure con un solido cavalletto.
Insomma un disastro. Ci voleva forse meno approssimazione, più pazienza. Abbiamo sbaraccato tutto e proseguito il giro in montagna che avevamo in mente. Questo mi ha confermato, se mai ce n’era bisogno, una verità incontrovertibile: fare riprese serie durante una gita in montagna è incompatibile. O fai la gita o fai le riprese. Non c’è una via di mezzo.
Alla sera, col buio, siamo andati a vedere i cervi con l’auto. Sissignori, avete capito bene: con l’auto. Sembra incredibile ma appena fuori dal paese di Cogolo, in una grande spianata di prato, pascolano tranquillamente i cervi a poche centinaia di metri dalle case. Giri un po’ l’auto e illumini coi fari i prati a lato della strada: decine di occhi rossi si muovono nel buio. Gli animali se ne stanno lì tranquilli, abbiamo puntato coi fari un grosso maschio a non più di 6-7 metri sul bordo della strada. Ha alzato un po’ la testa, poi si è allontanato pigramente.
Sono sceso guardingo dall’auto, in punta di piedi, ed ho tentato l’avvicinamento in stile “gatto silvestro”. Rapide e felpate corsette mentre il cervo brucava, fermo immobile appena alzava la testa. Sono arrivato a soli 10 metri di distanza, riparato alla vista da una baracchetta. Ma la luce dei fari della macchina, rimasta a 100 metri di distanza, era troppo debole e toccava scattare con tempo di posa di qualche secondo a 1600 iso: improponibile. Ho scattato qualche foto “a panza” e ciao.
Mi sono interrogato sul fatto dei cervi che pascolano appena fuori dal paese: come mai lo fanno? E’ un buon o brutto segno? Non ho ancora trovato una risposta…
PS: la foto fa schifo lo so, ma ecco il cervo illiminato dai fari dell’auto

Ottobre 15, 2008 alle 4:27 pm
Non è un bel segno. Come non è un bel segno questo aumento del numero di cervi al quale assistiamo negli ultimi tempi, controbilanciato da un altrettanto segno non bello, quello della diminuizione dei caprioli. Sostengo che mancano i predatori, lince, lupo, rapaci e forse dimentico qualcosa. Ci sono i cacciatori, ma vuoi mettere il “millenario” sistema di controllo della popolazione messo in atto dalla natura, con quello discutibile degli amici con la doppietta? Sostengo anche che habitat, magari artificiali, stanno scomparendo e con essi alcune specie che inevitabilmente si trovano in difficoltà. Sto parlando delle radure erbose, di spazi liberi dalla incontrollata avanzata del bosco, bosco spesso di dubbia se non pessima qualità. Insomma, il tanto decantato ambiente trentino non mi trova per niente soddisfatto.
Qui,per associazione di idee, vorrei (dovrei e portei) parlare dell’orso e del progetto Live Ursus. Preferisco di no. Non è il tema del post e poi il moderatore mi censurerebbe all’istante. Troppe le imprecazioni e le parolacce che leggereste…
Ottobre 15, 2008 alle 4:41 pm
ciao ripping, qui non c’e’ nessun “moderatore” e se stai nei limiti della decenza e della buona educazione nessun commento viene censurato a priori.
Riguardo ai danni arrecati dai cervi sono dubbioso: il mio giudizio non ha nessuna rilevanza scientifica ma mi pare, da quel poco che ho visto, che i danni alla vegetazione sono modestissimi, ovvero si vede qui e là qualche larice scorticato. Non vorrei che con questo pretesto, cioè i cervi che sarebbero troppi, si aprisse alla caccia anche nei parchi…