Bulgarian folk

By aghost

Confesso: ho un debole per la musica folk, specie di origine balcanica e slava. Non so perché: la mia grande passione in realtà è il jazz. Nei miei viaggi nell’Est, Ungheria, Bulgaria, Romania, Polonia, Russia e Turchia, quando capitava ascoltavo con interesse le piccole orchestrine nei paesi, a volte di musicisti scalcinati, a volte bravissimi.

Con una radio a onde corte, quando ancora non c’era internet, ascoltavo di notte dei formidabili gruppi folk della Georgia, che non sono più riuscito a risentire. Oggi ho pescato per caso su youtube questo tizio, che non so chi sia, o meglio (poi mi sono informato meglio) si tratta di un bulgaro che pare sia famosissimo nel suo paese: Stefan Georgiev.

E’ una musica che mi ricorda le sagre di paese, la nostalgia delle feste semplici di una volta, che infonde una malinconica allegria. Il suonatore esprime la gioia autentica della musica, anche se nel video aleggia già la minaccia del moderno: l’imperdonabile giacchetta gialla di Stefan, la pretenziosità di un videoclip fatalmente casereccio, i due danzatori che appaiono vagamente ridicoli, coi loro balzelli leggiadri di un’epoca irrimediabimente lontana e perduta.

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4 Risposte a “Bulgarian folk”

  1. marzia Dice:

    sì, è un genere che, a piccole dosi, piace anche a me.
    la musica folk la amo, ma non riuscirei ad ascoltare quella balcanica per 2 ore di fila ;-)
    comunque anch’io una volta cercavo di captare onde lontane con la radio

  2. ripping mountains Dice:

    Bella musica, quella folk in generale. Adesso con internet si ascoltano migliaia di emittenti in streaming. Non c’è che l’imbarazzo della scelta. Decise le direttrici geografiche, dopo una rapida ricerca si selezionano innumerevoli emittenti. Io stesso ne ho tra i preferiti alcune decine dai più disparati luoghi del mondo. Che bello. Finalmente senza disturbi, senza evanescenza. Posso allenarmi con le lingue. Stereofonico. Ascolto benissimo la mia musica. Però manca qualcosa: la difficoltà della sintonizzatione, quel maledetto motorino che passa sotto casa e non ha schermato la candela, il sapiente cambio di frequenza a precise ore del giorno. Insomma, quella musica brasiliana o turca, sentita male e tra disturbi incredibili era migliore di questa di oggi. Perfetta, facile, stereofonica, eppure è la stessa!!

    Mi rendo conto di rivangare troppo i tempi passati e lascio.

    Però, il destino. Un tempo sulle onde corte era difficile sintonizzare causa la massiccia presenza di emittenti. Ora, grazie al web e al totale passaggio dei servizi radio su frequenze più alte e via satellite, le onde corte stanno lentamente desertificandosi. Adesso sarebbe possibile ascoltare meglio !!

    Scusate per questo commento, la radio è sempre stata una mia passione. Ciao.

  3. marzia Dice:

    eh sì, quel cercare di identificare la sigla all’ora esatta, per capire che radio era…

  4. ripping mountains Dice:

    Beh, visto che siamo in vena di ricordi e nostalgia….C’era anche il “woodpeaker”. Il picchio, in gergo. Si trattava di un trasmettitore localizzato in Siberia che, (dicevano i sovietici) serviva per studiare la propagazione delle onde corte. Iniziava a mitragliare con un disturbo incredibile nella parte bassa della banda e su, su a salire. Non si salvava nessuno. Poi, guai ad ascoltare Radio Europa Libera o Sender freies Berlin (Radio Berlino libero). Il “jamming” d’oltre cortina era sempre presente. Impossibile ascoltare! Poi il muro cadde. Che tempi!! Possiedo cartoline di rapporto d’ascolto da tutto il mondo. Dalle emittenti andine al Gabon, dall’Australia alla casereccia Svizzera. Alcune sono bellissime. Attendevo il postino con apprensione…..Avevo lavorato come fattorino ( 15/ 16 anni ) un’intera estate per l’acquisto di un super-ricevitore.

    Ora con un click è tutto facile, tutto qui, senza storia Abbiamo raggiunto lo scopo, la comodità, la velocità. Ma io sono più triste, non è più magico…..

    Con questo non mi sono abbattuto, sia chiaro. E non vivo di “saudade”. Mi tengo “tecnologicamente” al passo e ritengo di non essere l’ultimo della classe. Ma qualcosa, oltre alla “verde età”, è andato irrimediabilmente a sfumare….
    Allegria !!

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